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L’ADESCAMENTO
VIA CITOFONO:
Corsi
e ricorsi storici …. già nel 2003 con il disegno di legge n. 3826 si
è cercato di introdurre alla legge 75/1958, la cosiddetta "Legge
Merlin", novità che modificano in senso sostanziale il nostro modo
quotidiano di porci di fronte al fenomeno della prostituzione, non più
come reato ma inteso al pari di una qualsiasi altra attività
professionale. Quel
disegno non fu allora convertito in legge e ora ci si riprova….se le
Camere approveranno il disegno di legge varato ieri dal Consiglio dei
ministri, la prostituzione all'aperto diventerà reato. Dopo più di un
tentativo, la proposta del ministro delle Pari opportunità è stata
condivisa e la prostituzione «in luogo pubblico o aperto al pubblico»
sarà punita con arresto (da cinque a quindici giorni) e ammenda (da Il
testo governativo appare categorico, via la prostituzione dalle strade,
si alla prostituzione negli appartamenti con l’eliminazione del reato
di favoreggiamento per chi si prostituisce in casa, affitta le case alle
prostitute che le usano per la loro attività. Il
regolamento condominiale di un edificio, ammesso che esista, atteso che
nei condominii con meno di dieci proprietari il documento non è
obbligatorio, può avere carattere contrattuale o assembleare. E’
del tutto evidente che il postulato della proposta di legge tende invece
a far inserire tale divieto che, se non accettato da una sola parte di
proprietari, non potrà mai avere efficacia per i contrari. Unica
difesa sarà quella di inserire nel regolamento condominiale, una
apposita clausola, da approvarsi all’unanimità di una assemblea
totalitaria. Nei nuovi contratti di locazione sarà sufficiente inserire
un patto che ponga il “divieto di esercizio della prostituzione in
qualsiasi forma, nonché di attività connesse”, pena la risoluzione
del contratto per inadempimento ai sensi dell’art 1456 c.c. Roma
24.09.2008
(Ufficio Legale A.N.AMM.I.) |
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